LO SPORT OLTRE LE BARRIERE

Senza titolo-1Lo sport per i disabili è lo strumento migliore per la riabilitazione e l’inclusione sociale. Oltre a migliorare la qualità della vita ti aiuta a ritrovare autostima, a vivere emozioni con tanti amici, a sentirti più realizzato. Esistono molte discipline sportive che puoi praticare anche in base alla disabilità che hai. Sono molte le testimonianze di atleti paralimpici che con i loro successi riescono a promuovere e diffondere gli sport per le persone disabili.

L’isolamento sociale dovuto a molte patologie psichiatriche e lo stigma del disturbo fanno perdere alla persona il diritto a uno stile di vita salutare. Lo sport è terapeutico per questo tipo di patologie perché si basa su lealtà, rispetto per le regole, sacrificio, determinazione, affidabilità, coraggio, tenacia, confronto con il proprio limite, senso di appartenenza e fondamentale, il rispetto per l’avversario. La patologia mentale tende a dissociare mente e corpo, mentre lo sport riassocia questi due elementi fondamentali.

A tale proposito voglio ricordare alcuni  esempi  dal 23 al 29 febbraio ad Osaka, in Giappone si è svolto primo Campionato del mondo di calcio a 5 per persone con disturbi mentali, organizzato dal Comitato Olimpico e Paralimpico di Tokio 2020 con il nome di The World Craziest Cup”, la coppa più pazza del mondo (lo sapevate che esisteva questo tipo di campionato? Io no per questo ve ne parlo), hanno partecipato tra le altre, nazionali provenienti da Paesi come Giappone, Argentina, Perù, Danimarca, Corea del Sud anche l’ Italia. La squadra Italiana era composta da 12 pazienti psichiatrici, uomini e donne tra i 24 e 50 anni, che sono riusciti a conquistare il terzo posto.

Un altro esempio di Disabili  e Sport è quello attuato dalla Provincia di Modena per le scuole medie inferiori e superiori e nasce dall’idea che l’attività motoria e sportiva possa contribuire in maniera determinante ad ottenere benessere psicofisico della persona disabile. L’azione educativa rivolta all’alunno disabile è indirizzata alla totalità della persona, non limitando l’intervento alla sfera cognitiva, ma valorizzando altre funzioni, come quella emotiva, quella socio-relazionale e, naturalmente, quella motoria, le quali inevitabilmente interagiscono con la funzione intellettiva. Nell’ultima decade il CSI di Modena ha dato vita ad un progetto che partendo dalla scuola dell’obbligo, da la possibilità a ragazzi e ragazze disabili di avvicinarsi al mondo dello sport, coinvolgendo così anche la cittadinanza alla presenza di concepire l’attività motoria come percorso integrato tra ragazzi disabili e coetanei normodotati.

Anche l’Esercito Italiano, con l’evento organizzato a Livorno presso la caserma Lustrissimi dalla Brigata Folgore, in collaborazione con il Comitato Italiano Paraolimpico della Toscana, ha voluto evidenziare la potenzialità della pratica sportiva quale determinante nella quotidianità dei disabili.

Alla presenza di numerose autorità locali e dei  rappresentanti di circa 30 associazioni intervenute che hanno mostrato tutte le iniziative create per alleviare le difficoltà dei disabili e delle loro famiglie. “Folgore No Limits – ha detto il Comandante della Folgore, Generale di Brigata Giovanni Maria Iannucci – racchiude molte cose e molti valori nei quali noi militari crediamo. Ci siamo voluti rivolgere anche alle scuole perché capiscano non solo il valore educativo dello sport ma anche il mondo della disabilità”.

L’evento a dato al possibilità a tutti i partecipanti di poter vedere e provare concretamente molte discipline sportive paraolimpiche, grazie alla presentazioni delle  associazioni presenti, dal basket in carrozzina al sitting volley all’ippoterapia. Attraverso  gli  information point e gli stand espositivi delle aziende leader nel settore della disabilità è stata data la possibilità a chiunque ne abbia fatto richiesta,  di informarsi sulle modalità per accedere allo sport per disabili.

Ecco quindi come è facile poter sostenere che la  disabilità rappresenta, per la società moderna, un patrimonio di valori irrinunciabili.

La Fondazione Uni-One Onlus, nel 2017 organizzerà un torneo sportivo con atleti disabili per riuscire a dimostrare anche a questa città che la determinazione  rende possibile ciò che sembra irrealizzabile

Sgrevi Marzia

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